Le chitarre elettriche: guida al mix

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mixare le chitarre elettriche

Vediamo alcuni consigli su come mixare le chitarre elettriche in un brano rock!

Ciao a tutti! Qui di seguito vi darò una guida su uno dei modi di poter trattare con le chitarre elettriche in un brano rock che fanno da “muro” nella vostra canzone.

Parto col dire che sarebbe sempre buona cosa che l’esecuzione ritmica venga effettuata due volte, che vi siano 2 chitarristi o uno che risuona la stessa parte (se le parti fosse molto simili, con solo qualche cambiamento tra la destra e la sinistra è ancora meglio perchè si creano interessanti effetti stereofonici!). Questo serve a creare un effetto imponente di chitarre elettriche nella vostra canzone.

Se possibile evitate di prendere una esecuzione e copiarla leggermente spostata su un altra traccia, perchè l’effetto risulterà finto e la “pienezza” finale nè andrà a perdere.
Tralascerò in questo articolo come microfonare una chitarra e darò già per conclusa la parte di registrazione. Potete aiutarvi, come al solito, con l’immagine che ho creato.


Come prima cosa dovete bilanciare i volumi e correggere l’equalizzazione (solo se ne sentite necessità) di ogni singolo microfono, a vostro gusto.
Potete poi mandare il segnale di tutti i microfoni di una chitarra su un Bus Mono.
Sarà lì che voi andrete a mettere i vari plug-in per il trattamento della chitarra.

Compressione della chitarra elettrica

Inserite un compressore decisamente spinto con attacco medio (provate nella zona dei 30ms) e rilascio lento (anche 1 sec o più). Questo per “stabilizzare” completamente la dinamica delle chitarre ritmiche.
La gain reduction non deve essere meno di 10 db.
A volte ci può essere molto utile un compressore Multibanda per controllare la zona delle basse e medio-basse, spesso difficili da controllare, o per diminuire l’effetto “acido/tagliente” sulle alte.

Equalizzazione della chitarra

Parlare di una linea guida per l’equalizzazione della chitarra è molto difficile perchè ci sono un sacco di fattori in gioco, come ad esempio: quanti e che tipo microfoni avete usato? Come li avete posizionati? Che amplificatore è stato usato? Che chitarra è stata usata? Che genere musicale è? e così via.
Posso però darvi informazioni generiche da cui partire:
un taglio dalle 100hz in giù non guasta mai siccome quella è la zona del basso e più la lasciamo libera e meglio è!!
Interessante è la zona delle 250/400hz, provate a lavorare su questa è notate cosa succede.. qui vi sono le fondamentali e cè la pienezza del suono.
Il suono nasale lo troviamo sugli 800/1200hz..
Verso i 2,5/4 khz troviamo la presenza e l’incisività del suono.
Sui 5/6 khz vi è quel sibilo a volte fastidioso. Inoltre, se vi sembrano “Acide” provate a intervenire su questa fascia di frequenze.

Ora, vi ricordate quando ho detto di duplicare la chitarra e mandarla in un bus mono?
Ok, ora pannatene una completamente a sinistra e una completamente a destra.

Attenzione a non equalizzare in modo troppo differente le due chitarre se no il risultato può essere che una zona abbia più basse o alte di un’altra.
State sempre pronti col pulsante Bypass per verificare in ogni momento il prima e il dopo!
Gli effetti da aggiungere andranno a vostro gusto, ricordate solo che un riverbero troppo lungo può creare confusione.

Come sempre mi auguro che questa guida vi possa essere stata utile. A presto per nuovi e interessanti tutorial sul mondo dell’audio!
Se avete domande specifiche postale quì sotto!

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